Dai racconti di viticoltura antica rinasce il 'Vino di Tilly'

Lo chardonnay è uno dei vitigni più conosciuti al mondo, le sue origini non sono proprio certe e le leggende che le avvolgono sono intriganti.
La crescita e diffusione di questo vitigno è partita dalla Borgogna, in Francia, dove troviamo il paese di Chardonnay ma il periodo in cui si incomincia a parlare di questo vitigno è quello delle crociate, i cavalieri tornavano da Gerusalemme, curiosamente le colline che attorniano la città sono adibite a vigneto e il vitigno più importante si chiama shahar-adonay la cui pronuncia, soprattutto per un francese è assai simile a chardonnay.

Da uno scritto di Rino Billia, appassionato sommelier al Bellevue di Cogne che scrive i racconti di paese del suo amico e maestro Stefano Viola, come anche la Valle d’Aosta possa contribuire alla leggenda, che poi forse tanto leggenda non è.

La storia della viticoltura in Valle d’Aosta parte da molto lontano, le chicche che la raccontano non fanno che aumentare l’interesse degli appassionati e dei turisti che frequentano il nostro territorio e quella che ci racconta Rino è una di queste: ci presenta un antico vitigno bianco, di origine slava, ma molto ben radicato nella nostra regione in epoca medioevale ma ormai quasi estinto, il gouais-blanc. Nel 1999, la nota professoressa di genetica Carole Meredith, dell’università di Davis, in California, dopo attente ricerche scoprì che questo antico vitigno è il genitore del più famoso chardonnay.

In Valle d’Aosta, nel comune di Perloz, in frazione Colléré, con questo vitigno, i locali producevano un vino che chiamavano “vino di Tilly”. La prima testimonianza certa risale al 1661, antichi scritti ne descrivono anche le caratteristiche, magari avi di Rino, sommelier che proprio di quella Valle è originario, era un vino di marcata acidità, con una bassa gradazione alcolica e doveva maturare in botte un anno prima di essere pronto alla beva. Sempre dal racconto di Stefano, l’antico vino di Tilly, per le sue caratteristiche di freschezza e bassa gradazione, era il vino che veniva dato ai lavoratori agricoli durante le fienagioni.

Fonte: valledaostaglocal.it
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