Vinous by Antonio Galloni: “Montalcino sta vivendo un rinascimento”. Al top Il Marronetombiare le cose

La 2016 del Brunello di Montalcino, una vendemmia che mancava dal 2010, conquista il magazine americano: vini esplosivi che catturano l’immaginazione

L’annata 2016 del Brunello di Montalcino, già ampiamente celebrata, trova un’altra consacrazione, quella di Vinous, il magazine fondato nel 2014 da Antonio Galloni, che, negli assaggi del suo responsabile per l’Italia, Eric Guido, tratteggia un’annata destinata a passare alla storia. Con tanti vini capaci di raggiungere punteggi importanti, ma uno solo, il Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2016 de Il Marroneto, a sfiorare la perfezione, con 99/100. Un vino che Eric Guido definisce “in poche parole, affascinante. Potresti perderti in questo vivido spettacolo di bacche mature, menta e scorza d’arancia, frutta rossa scura, fiori viola, note di lavanda e salvia (...) Un classico in divenire e uno dei giovani Brunello più completi che abbia mai assaggiato”. Ma è solo il vertice di un’annata che l’italian editor di Vinous racconta come la grande vendemmia che mancava dal 2010, capace di regalare vini “oscuri ma radiosi, espressivi, a volte quasi esplosivi, ma puri, equilibrati e strutturati”. Vini in grado di “catturare l’immaginazione, e non importa quanto siano giovani oggi: non ricordo l’ultima volta che ho assaggiato vini giovani di Montalcino che possedessero una tale simmetria dall’inizio alla fine. La parte migliore è che questo successo è stato ampiamente diffuso in tutto il territorio, trovare una bottiglia di Brunello di Montalcino 2016 convincente non sarà difficile per nessun consumatore”.
E poi, altro aspetto che emerge dagli assaggi di Eric Guido, è la qualità del lavoro in vigna, che si sostanzia nei cru e nelle selezioni aziendali, ma anche nei limiti di chi si è affidato più alla bontà dell’annata e al lavoro in cantina che all’attenzione tra i filari. Tornando al bicchiere, che ha portato all’attenzione anche le Riserve 2015, ottime impressioni anche dal Brunello di Montalcino 2016 di Fuligni e dal Brunello di Montalcino La Casaccia 2016 di Canalicchio di Sopra, a 98 punti. A 97 punti troviamo le etichette di Talenti, Castello Romitorio, Le Chiuse, Livio Sassetti Pertimali, Il Poggione e Le Ragnaie, più il Brunello di Montalcino Riserva 2015 de Le Chiuse di Sotto - Gianni Brunelli.
“Non ho mai visto la denominazione così viva come oggi - conclude Eric Guido - spinta dai giovani vignaioli e dall’apertura mentale di una vecchia generazione che sta pian piano affidando loro le responsabilità. Oserei dire: un rinascimento dei giorni nostri”.

Fonte: winenews.it
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